Il commissario Torrente - Massimo Ferrero - Locandina
Torrente
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Professione Assassino Locandina - Massimo Ferrero

Professione assassino

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INFO

Regia: Simon West
Cast: Jason Statham, Ben Foster, Donald Sutherland, Mini Anden, Christa Campbell, Jeff Chase, Tony Goldwyn
Genere: Azione, Thriller<
Anno: 2011
Durata: 93min

Trama

Arthur Bishop è un killer su commissione specializzato nel far apparire come incidenti quelli che in realtà sono omicidi. Riceve gli incarichi da Dean, capo di una misteriosa compagnia di cui fa parte l'anziano e paralizzato Harry McKenna che è colui che ha fatto da mentore ad Arthur. Nel momento in cui Dean gli chiede di assassinare Harry, sospettato di tradimento, Arthur ha poche esitazioni e porta a termine la missione. Si troverà di lì a poco al fianco proprio il figlio di Harry, Steve. Costui, assetato di vendetta, chiede ad Arthur di addestrarlo per essere in grado di uccidere chi ha eliminato suo padre. Il killer, che ha sempre agito da solo, accetta e lo inizia agli omicidi scientificamente organizzati.
Simon West, come tutti i registi di remake che hanno a che fare con la memoria di un'icona cinefila, ha dovuto tenere ben presente la struttura che Michael Winner aveva dato a un film in cui la star era Charles Bronson. Ha così offerto il leading role a un attore già famoso ma non ancora mitizzabile a cui ha chiesto di lavorare sugli sguardi e sull'ascolto. Statham si trova così a delineare un personaggio cinico e raffinato al contempo impegnato a camminare sul filo del rasoio di un rapporto padre/figlio dal doppio sviluppo. Da un lato l'uccisione del padre simbolico, Harry, e dall'altro, l'educazione al crimine e quindi una sorta di paternità 'professionale', nei confronti del di lui nevrotico figlio Dean.

West diversifica le scene di azione tenendo conto delle lezioni che gli provengono dai maestri del genere e giungendo quasi a sfidare (ma con minori mezzi) l'impresa in stile 'mission impossible'. Arthur è un ammazzacattivi (le sue vittime non sono certo delle brave persone) lucido e razionale che si mette al fianco un coacervo di istinto bestiale a cui manca proprio ciò che in lui abbonda: la freddezza. Dal momento in cui Steve entra in scena (non a caso in un cimitero) ha inizio un incontro/confronto tra un cobra (Arthur) e un dobermann (Steve). Allo spettatore viene posto un quesito che troverà soluzione nel finale: i due sono destinati al conflitto o alla coesione? A scanso di delusioni accettate un consiglio: se proprio volete rivedere il film di Winner fatelo solo 'dopo' aver visto questo.

INFO

Regia: Simon West
Cast: Jason Statham, Ben Foster, Donald Sutherland, Mini Anden, Christa Campbell, Jeff Chase, Tony Goldwyn
Genere: Azione, Thriller<
Anno: 2011
Durata: 93min

Trama

Arthur Bishop è un killer su commissione specializzato nel far apparire come incidenti quelli che in realtà sono omicidi. Riceve gli incarichi da Dean, capo di una misteriosa compagnia di cui fa parte l'anziano e paralizzato Harry McKenna che è colui che ha fatto da mentore ad Arthur. Nel momento in cui Dean gli chiede di assassinare Harry, sospettato di tradimento, Arthur ha poche esitazioni e porta a termine la missione. Si troverà di lì a poco al fianco proprio il figlio di Harry, Steve. Costui, assetato di vendetta, chiede ad Arthur di addestrarlo per essere in grado di uccidere chi ha eliminato suo padre. Il killer, che ha sempre agito da solo, accetta e lo inizia agli omicidi scientificamente organizzati.
Simon West, come tutti i registi di remake che hanno a che fare con la memoria di un'icona cinefila, ha dovuto tenere ben presente la struttura che Michael Winner aveva dato a un film in cui la star era Charles Bronson. Ha così offerto il leading role a un attore già famoso ma non ancora mitizzabile a cui ha chiesto di lavorare sugli sguardi e sull'ascolto. Statham si trova così a delineare un personaggio cinico e raffinato al contempo impegnato a camminare sul filo del rasoio di un rapporto padre/figlio dal doppio sviluppo. Da un lato l'uccisione del padre simbolico, Harry, e dall'altro, l'educazione al crimine e quindi una sorta di paternità 'professionale', nei confronti del di lui nevrotico figlio Dean.

West diversifica le scene di azione tenendo conto delle lezioni che gli provengono dai maestri del genere e giungendo quasi a sfidare (ma con minori mezzi) l'impresa in stile 'mission impossible'. Arthur è un ammazzacattivi (le sue vittime non sono certo delle brave persone) lucido e razionale che si mette al fianco un coacervo di istinto bestiale a cui manca proprio ciò che in lui abbonda: la freddezza. Dal momento in cui Steve entra in scena (non a caso in un cimitero) ha inizio un incontro/confronto tra un cobra (Arthur) e un dobermann (Steve). Allo spettatore viene posto un quesito che troverà soluzione nel finale: i due sono destinati al conflitto o alla coesione? A scanso di delusioni accettate un consiglio: se proprio volete rivedere il film di Winner fatelo solo 'dopo' aver visto questo.

INFO

Regia: Simon West
Cast: Jason Statham, Ben Foster, Donald Sutherland, Mini Anden, Christa Campbell, Jeff Chase, Tony Goldwyn
Genere: Azione, Thriller<
Anno: 2011
Durata: 93min

Trama

Arthur Bishop è un killer su commissione specializzato nel far apparire come incidenti quelli che in realtà sono omicidi. Riceve gli incarichi da Dean, capo di una misteriosa compagnia di cui fa parte l'anziano e paralizzato Harry McKenna che è colui che ha fatto da mentore ad Arthur. Nel momento in cui Dean gli chiede di assassinare Harry, sospettato di tradimento, Arthur ha poche esitazioni e porta a termine la missione. Si troverà di lì a poco al fianco proprio il figlio di Harry, Steve. Costui, assetato di vendetta, chiede ad Arthur di addestrarlo per essere in grado di uccidere chi ha eliminato suo padre. Il killer, che ha sempre agito da solo, accetta e lo inizia agli omicidi scientificamente organizzati.
Simon West, come tutti i registi di remake che hanno a che fare con la memoria di un'icona cinefila, ha dovuto tenere ben presente la struttura che Michael Winner aveva dato a un film in cui la star era Charles Bronson. Ha così offerto il leading role a un attore già famoso ma non ancora mitizzabile a cui ha chiesto di lavorare sugli sguardi e sull'ascolto. Statham si trova così a delineare un personaggio cinico e raffinato al contempo impegnato a camminare sul filo del rasoio di un rapporto padre/figlio dal doppio sviluppo. Da un lato l'uccisione del padre simbolico, Harry, e dall'altro, l'educazione al crimine e quindi una sorta di paternità 'professionale', nei confronti del di lui nevrotico figlio Dean.

West diversifica le scene di azione tenendo conto delle lezioni che gli provengono dai maestri del genere e giungendo quasi a sfidare (ma con minori mezzi) l'impresa in stile 'mission impossible'. Arthur è un ammazzacattivi (le sue vittime non sono certo delle brave persone) lucido e razionale che si mette al fianco un coacervo di istinto bestiale a cui manca proprio ciò che in lui abbonda: la freddezza. Dal momento in cui Steve entra in scena (non a caso in un cimitero) ha inizio un incontro/confronto tra un cobra (Arthur) e un dobermann (Steve). Allo spettatore viene posto un quesito che troverà soluzione nel finale: i due sono destinati al conflitto o alla coesione? A scanso di delusioni accettate un consiglio: se proprio volete rivedere il film di Winner fatelo solo 'dopo' aver visto questo.